Progetto di candidatura:

« SOCIETÀ DELLA SALUTE

DELLA ZONA VALDARNO»


INDICE

PREMESSA

OBIETTIVI GENERALI della Società della Salute:

OBIETTIVI SPECIFICI della sperimentazione della Società della Salute:

A)    LA FASE COSTITUTIVA

B)    LA FASE DELLA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA ( PIS)

C)    LA FASE DELLA VALORIZZAZIONE DELLE  FORME PARTECIPATIVE

D)    LA FASE DELLA MESSA A FUOCO DEL GOVERNO DELLA “DOMANDA” E DELLA “OFFERTA”

E)    LA FASE DEL FINANZIAMENTO DELLA S.D.S.

F)     LA FASE DELLA FORMAZIONE

G)    LA FASE STUDIO DELL’INNOVAZIONE

GRUPPO DI LAVORO per la S.d.S.

ALLEGATI al PROGETTO di CANDIDATURA


PREMESSA

La Zona  Sociosanitaria del Valdarno, composta dai 10 Comuni dell’area e dall’Azienda USL 8, si candida a partecipare alla sperimentazione della costituenda SOCIETA’ DELLA SALUTE.

Il Valdarno si candida ad esercitare un ruolo di promozione e sperimentazione di un nuovo modello organizzativo dei servizi socioassistenziali e sociosanitari  teso ad esaltare i processi e i percorsi tesi all’integrazione delle risorse tecniche e professionali, organizzative e gestionali, quale risposta ottimale ai bisogni di salute e ben-essere sociale dei cittadini.

Il Valdarno è una  realtà fortemente connotata da caratteri di omogeneità dal punto di vista sociale, economico, culturale e saldamente integrata sotto il profilo delle relazioni tra soggetti pubblici e privati.  Occorre ricordare tuttavia che l’area è attraversata da grandi infrastrutture e caratterizzata da un tessuto industriale tra i più significativi della Toscana. Una realtà  con una storia amministrativa fatta di tanti conflitti ma soprattutto di grandi eventi unitari,uno per tutti il nuovo ospedale, ma possiamo anche citare la viabilità e non ultimi, i risultati dei Piani Sociali di Zona dal 1998 ad oggi.

La Conferenza dei Sindaci ha ritenuto importante in questi anni, rappresentare maggiormente le istanze dei cittadini, delle loro Comunità al fine di costituire un punto di riferimento forte per le scelte locali di programmazione sanitaria e sociale , con la convinzione che il benessere della popolazione sia raggiungibile dalla definizione di un contesto generale della società che tenga conto delle scelte in campo sociale, dell’uso del territorio, dell’ambiente e dell’istruzione, attivando mirate politiche.

Occorre dire che la nostra è una realtà in forte mutamento dal punto di vista sociale , aumento della popolazione anziana, significativi fenomeni di immigrazione extracomunitaria, problematiche evidenti  relative alla crescita in ben-essere delle giovani generazioni.

Il benessere della popolazione non può essere raggiunto solamente con i servizi sanitari e sociali ma  da un complesso di politiche attive degli Enti locali, pertanto è necessario superare un ottica di marginalizzazione dei Comuni, perché proprio  da una piena e consapevole assunzione di responsabilità degli stessi è possibile coordinare e rendere efficaci le politiche sanitarie, sociali, del territorio, dell’ambiente ecc. cioè riportare al centro dell’azione politico amministrativa l’uomo con i suoi bisogni nelle varie fasi della vita e nel suo agire nel territorio.

Cardine di questo processo innovativo è il criterio secondo il quale è strategicamente  decisivo  partire dai fattori che determinano salute e benessere  e quindi coinvolgere nell’assunzione di una responsabilità collettiva una pluralità di soggetti  sia della società civile che dei livelli istituzionali , del mondo della produzione  e dei servizi, fino ai cittadini . Nasce così il frutto della nuova programmazione responsabile che è il Piano integrato di salute .

Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale una ridefinizione dell’organizzazione dei servizi territoriali, dove le Comunità locali (non solo i Comuni) si riapproprino dei servizi  sanitari e sociali, superando quelle componenti negative che l’aziendalizzazione ha evidenziato (eccessivo distacco, deresponsabilizzazione ecc), promuovendo condivisione e responsabilità. Tale riorganizzazione coinvolge l’intero territorio regionale  dal punto di vista  culturale con l’eliminazione dei due livelli organizzativi locali –zona e distretti - e con il passaggio da erogatore di assistenza a realizzatore di Piani integrati di salute. Tuttavia ,seppur in via sperimentale ,la vera novità consiste  nell’individuare nel territorio un livello di organizzazione nuovo che veda la partecipazione al governo dello stesso  dei Comuni, assumendosi in proprio la responsabilità dell’offerta sociale e sanitaria  e del governo della domanda .

Questo nuovo livello è  la “società della salute”.

Gli obiettivi che ne costituiscono le premesse fondamentali sono:

La sperimentalità della costituzione e della attivazione della Società della Salute tiene conto dei contenuti dell’ ”atto di indirizzo” regionale allo scopo di trarne gli spunti fondamentali per guidare il percorso di graduale affinamento dei meccanismi di “governo” e di “gestione” su cui costruire i risultati della sperimentazione stessa.

È pertanto la configurazione delle fasi del processo attuativo della “Società della Salute” che, da un lato, fornisce la visione organica di un disegno composito, progressivo, via via sempre più specifico e certo (rispetto alle esigenze di governo/gestione e alla precisazione delle corrispondenti modalità) e dall’altro, costituisce un impegno elaborativo e decisionale cui gli organi direttivi della costituenda “Società della Salute” sono tenuti in una coerente successione di adempimenti.

Nel presente documento si esplicitano, in estrema sintesi, le fasi principali del processo che ha portato l’Area Valdarno alla candidatura per la sperimentazione della Società della Salute.

Sotto il profilo giuridico, rispetto alla forma associativa tra Enti, tenuto conto anche di quanto indicato nelle linee di indirizzo regionali per la sperimentazione delle Società della Salute, abbiamo ritenuto opportuno individuare la forma del “CONSORZIO”, così come prevista dal T.U.E.L. – art. 31 del D.Lgs. N. 267/2000.

Nello Statuto del costituendo Consorzio vengono stabiliti i criteri di rappresentanza degli Enti soci.

Tenuto conto che detti Enti sono i Comuni del Valdarno e l’Azienda USL8, si è stabilito una forma di rappresentanza che tenesse in considerazione il riequilibrio fra le due componenti, superando la mera lettura legata alla quota della “spesa storica” e, di conseguenza, viene stabilito che nell’ambito dell’Assemblea l’Azienda USL8 ha un potere di rappresentanza del 60% ed i Comuni del 40%. Quest’ultimo è calcolato secondo i seguenti parametri: per il 50% in base alla popolazione dell’ultimo censimento, per il restante 50% in base alla spesa sociale non allargata certificata dal consuntivo anno 2002.

Nel CdA, invece, la rappresentanza è per l’Azienda USL8 di 4 voti e per ogni Comune di 1 voto (totale 14 voti). 

Ai fini della candidatura gli aspetti puramente giuridici sono stati accompagnati dall’analisi del nostro territorio dal punto di vista:

1.    demografico:

Come si rileva dalle piramidi dell'età allargate e riferite alla zona Valdarno, si evidenzia il rovesciamento della piramide 2001, per la notevole riduzione della natalità ed invecchiamento della popolazione residente.

Questo naturalmente già pone la necessità  e l'opportunità di   allocare diversamente le risorse.

2.    epidemiologica:

Questo ha fatto sì che strutture come l'Ospedale di Comunità e l'Hospice abbiano rappresentato la risposta a questo tipo di assistenza.

Questo rappresenta un indice sensibile delle condizioni igienico-sanitarie di una popolazione, quindi il Valdarno dimostra così di aver raggiunto  una buona qualità dello stato socio-economico.

OBIETTIVI GENERALI della Società della Salute:

1.       garantire l'appropriatezza delle prestazioni, applicando linee guida e percorsi terapeutici condivisi da operatori e cittadini;

2.      rendere elastici e flessibili gli assetti organizzativi in modo da utilizzare a pieno e al meglio tutte le professionalità della zona, ad esempio creando nuclei di cure primarie con MMG/PLS e infermieri dei distretti;

3.      responsabilizzazione dei MMG e PLS: occorre ridefinire un rapporto nuovo dove questi operatori diventino dei veri e propri partners. E’ chiaro che da parte degli Amministratori si richiede coraggio e coerenza, ai medici innovazione e propensione e sperimentare forme organizzative nuove basate  sull’integrazione, partendo già da  positive esperienze che esistono nel territorio;

4.      sollecitare la partecipazione delle Associazioni del Volontariato e di nuovi soggetti (in particolare del III settore) alle scelte di programmazione;

5.      rendere possibile l'integrazione sociosanitaria, che da ogni parte è sentita quale esigenza irrinunciabile, per riequilibrare l'offerta sociale a quella sanitaria e per garantire l’attuazione dei livelli essenziali di assistenza;

6.      spostare l'obiettivo dall'ospedale al territorio e quindi correggere e superare l'attuale visione ospedalocentrica;

7.      sviluppare un modello in grado di gestire con criteri di appropriatezza,  efficacia ed efficienza tutte le  risorse disponibili;

8.      promuovere la salute ed il benessere per migliorare la qualità della vita, facendo venir meno disuguaglianze ed iniquità sociali e sanitarie;

9.      sviluppare azioni di prevenzione mirate ad intercettare bisogni individuali e familiari prima che diventino motivi di disagio e ad incidere sui fenomeni di esclusione sociale;

10.   dare concreta attuazione ai principi  di universalità del sistema integrato di interventi e servizi sociali affermato dalla Legge 328/00, tramite la determinazione di livelli essenziali di prestazioni, estendendo pertanto la capacità di soddisfazione dei bisogni manifestati;

11.    promuovere e sostenere le politiche di contrasto delle povertà, nuove ed estreme, tese all’inclusione sociale;

12.   qualificare la rete dei servizi, come condizione basilare del rafforzamento del sistema dei diritti di cittadinanza, mettendo in relazione tra loro i servizi nell’ottica di un lavoro di rete;

13.   sostenere azioni in grado di favorire una pluralità di offerta dei servizi, garantendo il diritto di scelta dei cittadini, anche mediante l’utilizzo di “buoni servizio” spendibili verso soggetti accreditati.

OBIETTIVI SPECIFICI della sperimentazione della Società della Salute:

1.       Concertare/negoziare/ con l'Ospedale, con il Dipartimento della Prevenzione e l'ARPAT  la partecipazione al Piano Integrato di Salute (PIS)

2.      responsabilizzare i MMG nella negoziazione con l'ospedale per:

3.      sviluppare l'ADI integrata sociosanitaria e specialistica;

4.      incentivare la sperimentazione dei nuclei di cure primarie, tendendo nel debito conto che i MMG sono  gli interlocutori principali della S.d.S. per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e per attuare il governo della domanda;

5.      creare  un unico sistema informativo integrato dei servizi sociosanitari e socioassistenziali;

6.      offrire un supporto epidemiologico sullo stato di morbosità, mortalità e su eventi sentinella nella popolazione residente

7.      costruire piani di formazione continua degli operatori sanitari e sociali e dei cittadini (cittadino competente)

8.      organizzare gli opportuni servizi di informazione ai cittadini sui servizi e le modalità di accesso, in forme che consentano il massimo dell’efficacia comunicativa;

8. attivare uno "sportello di ascolto” nel Distretto (inteso come struttura che come insieme dei MMG/PLS) " ove accedere per ricevere informazioni o per porre problematiche di interesse individuale o  collettivo. (vedi statuto: Art. 47 - Ufficio Relazioni con il Pubblico – Segretariato Sociale).


Dopo aver considerato le caratteristiche territoriali, demografiche, epidemiologiche, socio-economiche e produttive ed il loro impatto sullo stato di salute e benessere in Valdarno, si ritiene che lo STRUMENTO PRIORITARIO della Società della Salute, debba essere:

1.     la pianificazione e programmazione degli interventi attraverso il P.I.S.

Il PIS è lo strumento di programmazione tra l'organizzazione sociale, sanitaria, i soggetti istituzionali e i rappresentanti delle Comunità Locali.

Le problematiche di salute devono essere affrontate globalmente e questo può avvenire:

Il PIS comprende un insieme di azioni integrate di difesa ambientale (aria, acqua, suolo, alimenti, traffico, servizi sanitari e sociali…) ,tali da arrivare ad interventi di risanamento edilizio, trasporti, nuova e diversa organizzazione dei servizi sociosanitari …

Il PIS mira inoltre a migliorare gli stili di vita corresponsabilizzando tutti gli attori del territorio, attraverso la programmazione partecipata.

Rispetto agli obiettivi del Piano Integrato di Salute e con gli strumenti che questo comprende, nel primo anno di sperimentazione la SdS del Valdarno intende implementare le azioni contenute nel Piano Sociale di Zona 2002/2004, ed in particolare:

Inoltre, occorre continuare ad operare nelle aree che già da tempo hanno raggiunto un buon livello di integrazione sociosanitaria, nel percorso dei Piani Sociali di Zona degli ultimi anni.

I risultati principali si situano su diversi assi:

a)      la progressiva omogeneizzazione dei criteri di accesso ai servizi sociali;

b)      la crescita quantitativa e qualitativa dei servizi sociali in tutte le aree di azione previste;

c)      la  progressiva integrazione delle azioni, sia tra le istituzioni coinvolte (Comuni, ASL, IPAB), sia con le organizzazioni  del terzo settore;

d)      lo sviluppo di azioni perequative che hanno favorito l’impianto e la diffusione di servizi sociali anche in aree del Valdarno prive di alcune tipologie di servizio.

Questa crescita si può sottolineare, nelle diverse aree di intervento con i risultati tangibili raggiunti ed immediatamente riscontrabili. 

IL PIANO DI LAVORO: LE FASI DEL PROCESSO DI COSTITUZIONE DELLA   SOCIETÀ DELLA SALUTE

 

A)    LA FASE COSTITUTIVA

·         Predisposizione dei testi della “Convenzione” e dello “Statuto”.

Al loro interno trovano risposta, le questioni relative alla istituzione e al funzionamento della “Società della Salute”.

Citiamo, fra di esse, quelle di maggiore rilevanza al fine di identificare sia le  questioni che  possono trovare un      primo riferimento nel testo dell’Atto di Indirizzo”, sia le problematiche che  richiedono, invece, uno sforzo elaborativo del tutto originale.

a)     Nella “Convenzione” - sono esplicitate:

b)     Nello Statuto(vedi allegato n. 5) - sono precisati gli elementi già individuati in forma prescrittiva dalla direttiva regionale. Inoltre, si individuano gli aspetti di organizzazione e di funzionamento della Società della Salute.

  1. Sono organi del Consorzio:
a)     l’Assemblea
b)     Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
c)     Il Consiglio di Amministrazione
d)     Il Direttore
  1. Atti obbligatori della Società della Salute, così come meglio esplicitato nello Statuto sono:
a)     Piano Integrato di Salute
b)     Contratto di Servizio, che regolamenta i rapporti tra la SdS e gli enti che l’hanno costituita
c)     Bilancio Preventivo annuale e pluriennale, le relative variazioni r bilancio di esercizio annuale
d)     Conto consuntivo
e)     Relazione annuale sullo stato di salute della Zona Sociosanitaria del Valdarno
f)     regolamenti interni relativi a:
a)     convenzioni con i MMG e Pediatri di Libera Scelta e Medici ambulatoriali;
b)     concertazione e/o convenzioni o contratti di servizio con il dipartimento della Prevenzione e l’Ospedale

I passaggi elaborativi essenziali che ne costituiscono la base sono:

E’ importante precisare che il budget virtuale non è da riferirsi alla sola spesa del personale (dipendenti, convenzionati, specialisti) ma anche a quella per acquisto di beni e servizi e spese varie di funzionamento e manutenzione di cui al conto economico dell’Azienda USL8 Zona Valdarno ed ai Conti Consuntivi dei Comuni.

È del tutto evidente che il passaggio dall’assetto presente a quello futuro, dal punto di vista sia organizzativo che gestionale, dipende in modo assolutamente diretto dalla scelta - da parte della S.d.S. - di graduare, nel tempo, la esplicitazione delle proprie competenze.

Si propone di impiegare il primo anno di sperimentazione nell’affinare l’esercizio della sola responsabilità di governo, nei confronti: dei Servizi sanitari distrettuali; dei Servizi sociosanitari distrettuali e di zona; dei Servizi sociali comunali di ambito.

La gestione diretta dei Servizi sociosanitari si collocherà nel secondo anno di sperimentazione.

Da tale opzione discende che la organizzazione e il funzionamento della S.d.S. riguarderanno, all’avvio della sua esistenza, solo gli aspetti relativi alla vita degli organi di direzione e al dispiegarsi delle funzioni di governo.

La ricostruzione degli organigrammi sarà, quindi, impegno limitato nel mentre assai maggiore complessità verrà ad emergere nella identificazione dei processi decisionali e nelle conseguenti correlazioni fra il luogo e il momento in cui si esplica tale decisionalità (la Società della Salute) e gli ambiti organizzativi/gestionali (Comuni; AUSL) in cui si mantengono le linee di produzione dei Servizi sanitari; sociosanitari e sociali.

Le fasi successive del processo costitutivo - all’interno di una tale configurazione iniziale, totalmente di governo, della Società della Salute – si qualificano in funzione della necessità di dare contenuto certo e di prefigurare le dinamiche operative che devono caratterizzare le principali funzioni di governo.

Più esattamente si tratta:


B)     LA FASE DELLA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA ( PIS)

La “formulazione degli indirizzi” e la “approvazione” del PIS appartengono agli Atti Obbligatori della S.d.S. e la loro predisposizione attiene ai compiti del suo direttore.

Tale predisposizione sconta, peraltro, la esigenza di fare chiarezza preliminare su alcuni aspetti che tendono a rendere assai complesso il processo programmatorio del PIS.

Premesso che questo assorbe e sostituisce sia la “Programmazione di Zona/Distretto, sia il “Piano di zona”, occorre:

    Peraltro, tavoli siffatti potrebbero essere realizzati anche prescindendo da specifici e preliminari “Accordi di Programma”, semplicemente sulla base della volontà espressa dal Consiglio di Amministrazione della S.d.S. (stante il fatto che al suo interno sono già rappresentate le volontà degli enti locali);

A questo tipo di prospettazione strategica si collega, infatti, l’esercizio di una funzione di governo concretamente ancorata alla Budgetizzazione dei costi di produzione

C)     LA FASE DELLA VALORIZZAZIONE DELLE  FORME PARTECIPATIVE

Innanzi tutto, si pone il problema di come valorizzare i risultati del processo che ha portato alla elaborazione della Carta per la cittadinanza sociale. 
Un processo che ha visto la partecipazione attiva di tutti i soggetti portatori di interessi specifici nel settore sociale. L’enucleazione non solo di una serie di principi, che costituiscono la base di un Patto di cittadinanza, ma anche di percorsi per rendere esigibili i diritti dei cittadini che costituisce il patrimonio fondamentale da cui partire.
Vengono a questo scopo attivate opportune forme di concertazione e consultazione territoriale con tutte le organizzazioni di cittadinanza attiva presenti nella città; tale coinvolgimento, articolato sulla programmazione, verifica e controllo delle politiche sociosanitarie sul territorio, tende a migliorare non soltanto la qualità complessiva dei servizi, ma anche i rapporti con i cittadini attraverso il coinvolgimento delle comunità.
Un particolare aspetto è rappresentato dalla concertazione con le organizzazioni sindacali territoriali e di categoria: vengono previsti a questo scopo livelli di confronto da intrattenere fin dalla fase di avvicinamento alla Società della Salute, per consentire un processo partecipato anche da parte degli operatori, prevedendo tutte le gradualità necessarie a offrire garanzie ai lavoratori e al territorio.
La SdS dovrà intrattenere rapporti di consultazione e concertazione sugli atti di indirizzo e di programmazione con le organizzazioni sindacali e con gli organismi del Terzo Settore coinvolti in campo sociosanitario. Inoltre, la SdS dovrà approvare accordi aziendali sottoscritti con le organizzazioni sindacali.
Ai fini della predisposizione del PIS, il CdA della SdS disciplinerà con apposito regolamento, le forme di rapporto con gli altri enti pubblici interessati, nonché le forme di concertazione e consultazione con le strutture produttive della sanità privata, l’integrazione istituzionale (enti locali) e sociale (organizzazioni sindacali, terzo settore, IPAB).
Tra gli strumenti di partecipazione individuati ci sono: l’istituzione della “Consulta del terzo settore” della zona sociosanitaria del Valdarno (precisandone i compiti e, in particolare, la partecipazione al processo di pianificazione integrata) e del “Comitato di partecipazione”. Si tratta, ad esempio: di selezionare l’”Associazionismo di tutela” (nel vasto mondo dell’associazionismo volontario); di interpretare in chiave “soggettiva” quali siano i possibili “rappresentanti della comunità locale”, nonché i “rappresentanti della utenza” (oltre al “Tribunale dei diritti del malato” , ad esempio, anche i Sindacati - Confederali e SPI - ; il “Codacons” , ecc.).
Inoltre, verranno prospettate le forme attraverso cui il “Comitato” potrà esercitare le proprie competenze.

D)    LA FASE DELLA MESSA A FUOCO DEL GOVERNO DELLA “DOMANDA” E DELLA “OFFERTA”.

Nella condizione prevista di non gestione diretta di alcuni Servizi (neppure sociosanitari), il problema posto dal come si possa governare la “domanda” e l’“offerta” di prestazioni assistenziali richiede alcune precisazioni di campo:
1) per quanto concerne la ”DOMANDA”, la Società della Salute si preoccupa:
2)  Per quanto concerne la “OFFERTA”, la S.d.S concorda con le sedi  di gestione, le modalità di un proprio inserimento nei processi  programmatori  che definiscono sia la potenziale evoluzione dei sistemi di produzione diretta (Servizi aziendali e comunali) sia la stima dei volumi di prestazioni che devono essere “acquistati” da fornitori coincidenti con i presidi ospedalieri  (aziendali o extra – aziendali) e con i servizi territoriali presenti in altre Aziende e/o comuni non appartenenti alla S.d.S.

E)     LA FASE DEL FINANZIAMENTO DELLA S.D.S.

Il finanziamento avviene tramite Budget.
I Budget sono distinti in due categorie:
Mentre per il primo dei Budget virtuali l’unico problema consiste in una esatta ricognizione dei costi storici (e di quelli previsti a supporto dei bilanci di previsione degli enti costitutori, per l’anno 2004).
L’orizzonte di senso del Budget virtuale è di farlo coincidere, nell’arco temporale della sperimentazione,  con tutto il valore finanziario della “mobilità passiva” riferita, quindi, al consumo non solo di  prestazioni ospedaliere, bensì di tutte quelle prestazioni sanitarie: specialistiche; diagnostiche: farmaceutiche; etc…., comunque acquistate dagli enti costitutori della S.d.S. per soddisfare una “domanda” non assorbibile dai loro servizi a “gestione diretta”.

F)     LA FASE DELLA FORMAZIONE

I processi di innovazione organizzativa vanno governati ed accompagnati da  piani di formazione che siano in grado di:
a)     facilitare la transizione organizzativa tra il vecchio ed il nuovo assetto;
b)     diffondere le competenze necessarie tra le “persone chiave” che hanno il compito di dirigere e governare il cambiamento;
c)     integrare le competenze dei diversi attori del nuovo sistema sociosanitario locale.
I destinatari delle azioni di formazione sano: gli amministratori locali, lo Staff della SDS, i dirigenti e i quadri dei servizi sociosanitari e socioassistenziali. La formazione sarà svolta in modo integrato (cioè con la partecipazione contestuale dei diversi destinatari coinvolti) perché i contenuti innovativi della sperimentazione organizzativa della SDS diventino rapidamente patrimonio culturale comune di tutte le “persone chiave” del sistema.

G)    LA FASE STUDIO DELL’INNOVAZIONE

La SDS non avrà il compito di sperimentare soltanto nuovi assetti organizzativi e gestionali, ma anche soluzioni tecniche in grado di produrre significativi mutamenti anche nei servizi e nelle procedure tecniche di intervento.
Ad esempio sarà prodotto uno sforzo per mettere in linea, attraverso moderni sistemi telematici, i servizi di medicina generale con l’insieme dei servizi sanitari nelle sue diverse declinazioni (epidemiologici, diagnostici, di cura, ecc.).  Si tratta cioè di utilizzare le nuove tecnologie per fare un salto di qualità al sistema sociosanitario, risolvendo molti problemi di comunicazione e di  interrelazione tra i servizi, a tutto vantaggio dei cittadini (tempi, costi di spostamento, risposte diagnostiche celeri, ecc.).
L’approccio sperimentale, si potrà applicare a diverse situazioni e contesti, nell’ottica della centralità della salute del cittadino.
Le considerazioni sopra esposte tendono a esemplificare i contenuti di fasi che danno sostanza al processo istitutivo e di avviamento della S.d.S.  Di fatto, esse rappresentano un piano di lavoro cui dovrà dedicarsi la S.d.S. appena costituita allo scopo di riempire di contenuti innovativi e sperimentali sia la “convenzione” sia, soprattutto, lo “statuto” nelle parti che riguardano l’assetto organizzativo e, in maniera del tutto peculiare, il funzionamento della S.d.S.. La scelta iniziale di non giungere immediatamente alla gestione diretta dei servizi sociosanitari richiede che tutta l’attenzione elaborativa venga rivolta al grande tema di come la S.d.S riesca ad “assicurare la erogazione delle prestazioni attraverso le strutture e i sevizi gestisti  (singolarmente, ovvero in forma associata o delegata) dalle AUSL e dai Comuni”. Se la raffigurazione delle relazioni che in questa prospettiva regolano il rapporto fra l’ente di governo (la S.d.S.) e gli enti gestori (ASL e Comuni) (vedi tav. 1)
 Appare assai lineare, la serie di problemi esemplificati in riferimento a ciascuna fase lasciano intravedere quale sia il peso del lavoro di regolamentazione che deve individuare le modalità attraverso cui ogni snodo del percorso relazionale illustrato viene ad essere declinato operativamente.
Con il presente documento si cerca, quindi, di fornire un quadro sommario, certamente, ma organico delle molteplici piste di lavoro che l’impianto di una struttura così innovativa e complessa, quale è la Società della Salute, inevitabilmente richiede se non si vuole correre il rischio di iniziare una sperimentazione che presenti i caratteri, troppo rischiosi, della avventura.

Scheda dell’attività CONCERTATIVA volta ad accertare gli orientamenti del “corpo sociale e degli operatori per la CANDIDATURA della Zona Sociosanitaria del VALDARNO alla SPERIMENTAZIONE della SOCIETA’ della SALUTE:

data

Soggetti coinvolti

30/06/2003

L’Azienda USL8 Valdarno, in occasione della inaugurazione della Sede ARPAT del Valdarno, ha acquisito adesione verbale, nella persona del dott. Alessandro Lippi, per collaborare attivamente e fattivamente ai Piani Integrati di Salute della nostra Area Sociosanitaria

01/07/2003

Seduta della Conferenza dei Sindaci: esaminata proposta dell’atto di indirizzo regionale sulla candidatura delle Società della Salute

23/07/2003

La Conferenza dei Sindaci ha incontrato le Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria del Valdarno per l’esame delle attività sociosanitarie della Zona Valdarno, in vista della sperimentazione della Società della Salute

20/10/2003

Seduta della Conferenza dei Sindaci: è stata discussa la eventuale candidatura del Valdarno alla Società della Salute

La Conferenza dei Sindaci ha incontrato le Associazioni di Categoria del Valdarno per discutere sulla possibile candidatura dell’Area Sociosanitaria alla sperimentazione della Società della Salute

La Conferenza dei Sindaci ha incontrato le Associazioni di Volontariato del Valdarno per discutere sulla possibile candidatura dell’Area Sociosanitaria alla sperimentazione della Società della Salute

03/07/2003

Giornata pubblica di discussione, a San Giovanni Valdarno, sulla candidatura alla sperimentazione della S.d.S. Durante l’incontro, al quale c’è stata una larghissima partecipazione di rappresentanti della Comunità Locale, della Provincia, di altre Zone Sociosanitarie e della Regione Toscana nella persona dell’Assessore Enrico Rossi, sono stati raccolti numerosi contributi, utili alla riflessione in questione

04/11/2003

Seduta della Conferenza dei Sindaci: gli Amministratori hanno espresso la volontà di candidare il Valdarno alla sperimentazione della Società della Salute e quindi, di iniziare il percorso di costruzione degli atti necessari, così come previsto dall’atto di indirizzo regionale.

La Conferenza decide altresì:

  • che tutti i Consigli Comunali del Valdarno aderiscano alla candidatura approvando un atto di indirizzo che dà mandato al sindaco a sottoscrivere un accordo di programma contenente le finalità e gli obiettivi di detta candidatura; (testo allegato in copia al presente documento con la relativa scheda riassuntiva degli atti deliberativi Allegato n.14)
  • che l’Accordo di Programma contenga, altresì, il Regolamento Unico per l’erogazione dei Servizi Sociali del Valdarno in quanto, ritenuto strumento indispensabile per detta sperimentazione;
  • che dovrà essere costituito un “gruppo di lavoro per la SdS” rappresentativo dei Comuni e dell’Azienda USL8

24/11/2003

La Conferenza dei Sindaci incontra le Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria del Valdarno per confrontarsi sulla proposta di candidatura della Zona Valdarno alla sperimentazione della Società della Salute

Il Presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno ed il Direttore della Zona-Distretto Valdarno hanno incontrato i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Libera Scelta del Valdarno, alla presenza delle OO.SS. Provinciali FIMMG e SNAMI, per confrontarsi sul loro ruolo all’interno della Società della Salute

Varie date

I Consigli Comunali del Valdarno hanno approvato l’atto di indirizzo per la candidatura del Valdarno alla sperimentazione della Società della Salute

25/11/2003

Seduta della Conferenza dei Sindaci, con la partecipazione del Direttore Generale dell’Azienda USL8: è stata approvata la bozza di Statuto e concordato il contenuto degli atti necessari alla candidatura così come previsto dall’atto di indirizzo regionale (progetto di candidatura e convenzione)

   

CONSUMATI Luciana
Dirigente del Settore Attività Educative, Culturali e Sociali del Comune di Montevarchi
Membro della Segreteria Tecnica della Conferenza dei Sindaci del Valdarno

COSELLI Donella
Responsabile Ufficio Organizzazione Aziendale dell’Azienda USL8

DOMENICHELLI Anna
Direttore della Zona-Distretto dell’Azienda USL8 Valdarno

PASTORINI Ivonne
Direttore U.O. Sistema Informativo dell’Azienda USL8

PEDONE Alessandra
Responsabile dello Staff Direzione Aziendale dell’Azienda USL8
PIRAS Giuseppino
Dirigente del Settore Attività Educative, Culturali e Sociali del Comune di S.Giovanni V.no
Membro della Segreteria Tecnica della Conferenza dei Sindaci del Valdarno
SANTI Giacomo
Direttore Generale del Comune di Montevarchi

VASARRI Lia
Responsabile Servizio Sociale del Comune di Montevarchi
Membro della Segreteria Tecnica e Segretaria della Conferenza dei Sindaci del Valdarno

Il gruppo è stato coordinato da:
Giorgio Valentini

Presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno

Sindaco del Comune di Montevarchi


ALLEGATI al PROGETTO di CANDIDATURA:

n. allegato

contenuto

1

Profilo di salute del Valdarno

2

Scheda popolazione al 31/12/2002

3

I Piani Sociali di Zona e la Segreteria Tecnica della Conferenza dei Sindaci del Valdarno

4

Schema di Convenzione

5

Schema di Statuto

6

Attività Sanitarie Territoriali della S.d.S.

7

Offerta Sociale per il ben-essere del Valdarno

8

Personale al 30/09/2003 dell’Azienda USL8 Zona Valdarno

9

Schede spesa dell’Azienda USL8 Zona Valdarno: per livelli di assistenza, spesa procapite per livello di assistenza, assistenza territoriale, pronto soccorso, macro-livelli di assistenza

10

Personale assegnato ai Servizi Sociali dei Comuni del Valdarno

11

Entrate e Spese Sociali dei Comuni

12

Entrate e Spese con il Fondo Nazionale e Regionale per le Politiche Sociali

13

Carta per la cittadinanza sociale del Valdarno

14

Testo dell’Atto di indirizzo approvato dai Consigli Comunali del Valdarno e scheda riassuntiva contenente i dati degli atti deliberativi

15

Accordo di programma firmato in data 29.11.2003

16

Azienda USL8: copia atto deliberativo di adesione alla sperimentazione in Valdarno della Società della Salute

17

  • Adesione del Presidio Ospedaliero “S. Maria alla Gruccia” ai progetti integrati della SdS
  • Adesione di massima dell’A.F. PREVENZIONE dell’Azienda USL8 Zona Valdarno, ai progetti integrati della SdS

Un particolare ringraziamento
all’Osservatorio sulle Politiche Sociali e Sanitarie della Provincia di Arezzo
per il significativo contributo nella raccolta ed elaborazione dei dati
relativamente alla Zona Sociosanitaria del Valdarno.