INDICE
OBIETTIVI GENERALI della Società della Salute:
OBIETTIVI SPECIFICI della sperimentazione della Società della Salute:
B) LA FASE DELLA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA ( PIS)
C) LA FASE DELLA VALORIZZAZIONE DELLE FORME PARTECIPATIVE
D) LA FASE DELLA MESSA A FUOCO DEL GOVERNO DELLA “DOMANDA” E DELLA “OFFERTA”
E) LA FASE DEL FINANZIAMENTO DELLA S.D.S.
G) LA FASE STUDIO DELL’INNOVAZIONE
GRUPPO DI LAVORO per la S.d.S.
ALLEGATI al PROGETTO di CANDIDATURA
La Zona Sociosanitaria del Valdarno, composta dai 10 Comuni dell’area e dall’Azienda USL 8, si candida a partecipare alla sperimentazione della costituenda SOCIETA’ DELLA SALUTE.
Il Valdarno si candida ad esercitare un ruolo di promozione e sperimentazione di un nuovo modello organizzativo dei servizi socioassistenziali e sociosanitari teso ad esaltare i processi e i percorsi tesi all’integrazione delle risorse tecniche e professionali, organizzative e gestionali, quale risposta ottimale ai bisogni di salute e ben-essere sociale dei cittadini.
Il Valdarno è una realtà fortemente connotata da caratteri di omogeneità dal punto di vista sociale, economico, culturale e saldamente integrata sotto il profilo delle relazioni tra soggetti pubblici e privati. Occorre ricordare tuttavia che l’area è attraversata da grandi infrastrutture e caratterizzata da un tessuto industriale tra i più significativi della Toscana. Una realtà con una storia amministrativa fatta di tanti conflitti ma soprattutto di grandi eventi unitari,uno per tutti il nuovo ospedale, ma possiamo anche citare la viabilità e non ultimi, i risultati dei Piani Sociali di Zona dal 1998 ad oggi.
La Conferenza dei Sindaci ha ritenuto importante in questi anni, rappresentare maggiormente le istanze dei cittadini, delle loro Comunità al fine di costituire un punto di riferimento forte per le scelte locali di programmazione sanitaria e sociale , con la convinzione che il benessere della popolazione sia raggiungibile dalla definizione di un contesto generale della società che tenga conto delle scelte in campo sociale, dell’uso del territorio, dell’ambiente e dell’istruzione, attivando mirate politiche.
Occorre dire che la nostra è una realtà in forte mutamento dal punto di vista sociale , aumento della popolazione anziana, significativi fenomeni di immigrazione extracomunitaria, problematiche evidenti relative alla crescita in ben-essere delle giovani generazioni.
Il benessere della popolazione non può essere raggiunto solamente con i servizi sanitari e sociali ma da un complesso di politiche attive degli Enti locali, pertanto è necessario superare un ottica di marginalizzazione dei Comuni, perché proprio da una piena e consapevole assunzione di responsabilità degli stessi è possibile coordinare e rendere efficaci le politiche sanitarie, sociali, del territorio, dell’ambiente ecc. cioè riportare al centro dell’azione politico amministrativa l’uomo con i suoi bisogni nelle varie fasi della vita e nel suo agire nel territorio.
Cardine di questo processo innovativo è il criterio secondo il quale è strategicamente decisivo partire dai fattori che determinano salute e benessere e quindi coinvolgere nell’assunzione di una responsabilità collettiva una pluralità di soggetti sia della società civile che dei livelli istituzionali , del mondo della produzione e dei servizi, fino ai cittadini . Nasce così il frutto della nuova programmazione responsabile che è il Piano integrato di salute .
Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale una ridefinizione dell’organizzazione dei servizi territoriali, dove le Comunità locali (non solo i Comuni) si riapproprino dei servizi sanitari e sociali, superando quelle componenti negative che l’aziendalizzazione ha evidenziato (eccessivo distacco, deresponsabilizzazione ecc), promuovendo condivisione e responsabilità. Tale riorganizzazione coinvolge l’intero territorio regionale dal punto di vista culturale con l’eliminazione dei due livelli organizzativi locali –zona e distretti - e con il passaggio da erogatore di assistenza a realizzatore di Piani integrati di salute. Tuttavia ,seppur in via sperimentale ,la vera novità consiste nell’individuare nel territorio un livello di organizzazione nuovo che veda la partecipazione al governo dello stesso dei Comuni, assumendosi in proprio la responsabilità dell’offerta sociale e sanitaria e del governo della domanda .
Questo nuovo livello è la “società della salute”.
Gli obiettivi che ne costituiscono le premesse fondamentali sono:
garantire l'equità delle prestazioni socioassistenziali e sociosanitarie come fonte dell’esercizio del diritto alla salute da parte dei cittadini;
potenziare gli interventi di prevenzione e di promozione della salute , intesa come “completo stato di benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto l'assenza di malattia o infermità" (OMS 1978).;
sollecitare una collaborazione, diretta o indiretta, tra di vari settori (economici, sociali e sanitari) che possono contribuire alla salute dei cittadini;
promuovere la partecipazione della collettività, al raggiungimento degli obiettivi di salute;
garantire l'accessibilità ai servizi.
La sperimentalità della costituzione e della attivazione della Società della Salute tiene conto dei contenuti dell’ ”atto di indirizzo” regionale allo scopo di trarne gli spunti fondamentali per guidare il percorso di graduale affinamento dei meccanismi di “governo” e di “gestione” su cui costruire i risultati della sperimentazione stessa.
È pertanto la configurazione delle fasi del processo attuativo della “Società della Salute” che, da un lato, fornisce la visione organica di un disegno composito, progressivo, via via sempre più specifico e certo (rispetto alle esigenze di governo/gestione e alla precisazione delle corrispondenti modalità) e dall’altro, costituisce un impegno elaborativo e decisionale cui gli organi direttivi della costituenda “Società della Salute” sono tenuti in una coerente successione di adempimenti.
Nel presente documento si esplicitano, in estrema sintesi, le fasi principali del processo che ha portato l’Area Valdarno alla candidatura per la sperimentazione della Società della Salute.
Sotto il profilo giuridico, rispetto alla forma associativa tra Enti, tenuto conto anche di quanto indicato nelle linee di indirizzo regionali per la sperimentazione delle Società della Salute, abbiamo ritenuto opportuno individuare la forma del “CONSORZIO”, così come prevista dal T.U.E.L. – art. 31 del D.Lgs. N. 267/2000.
Nello Statuto del costituendo Consorzio vengono stabiliti i criteri di rappresentanza degli Enti soci.
Tenuto conto che detti Enti sono i Comuni del Valdarno e l’Azienda USL8, si è stabilito una forma di rappresentanza che tenesse in considerazione il riequilibrio fra le due componenti, superando la mera lettura legata alla quota della “spesa storica” e, di conseguenza, viene stabilito che nell’ambito dell’Assemblea l’Azienda USL8 ha un potere di rappresentanza del 60% ed i Comuni del 40%. Quest’ultimo è calcolato secondo i seguenti parametri: per il 50% in base alla popolazione dell’ultimo censimento, per il restante 50% in base alla spesa sociale non allargata certificata dal consuntivo anno 2002.
Nel CdA, invece, la rappresentanza è per l’Azienda USL8 di 4 voti e per ogni Comune di 1 voto (totale 14 voti).
Ai fini della candidatura gli aspetti puramente giuridici sono stati accompagnati dall’analisi del nostro territorio dal punto di vista:
1. demografico:
popolazione residente rilevata al censimento 2001, divisa per fasce di età, da cui si rileva un aumento assoluto del numero dei residenti rispetto al precedente censimento.
andamento delle piramidi dell'età delle popolazioni residenti 1981-1991-2001.
Come si rileva dalle piramidi dell'età allargate e riferite alla zona Valdarno, si evidenzia il rovesciamento della piramide 2001, per la notevole riduzione della natalità ed invecchiamento della popolazione residente.
Questo naturalmente già pone la necessità e l'opportunità di allocare diversamente le risorse.
indici di vecchiaia: in aumento
indici di fecondità: in diminuzione
indici di natalità:in diminuzione
valore del carico sociale: in aumento, con ripercussioni notevoli sul bilancio dei Comuni.
2. epidemiologica:
Questo ha fatto sì che strutture come l'Ospedale di Comunità e l'Hospice abbiano rappresentato la risposta a questo tipo di assistenza.
Rilevazione di una incidenza della mortalità e disabilità superiore alla media regionale per traumatismi.
L'aumento di casi annui di infarti del miocardio e cerebrali hanno determinato invece un impatto notevole sul settore riabilitativo.
Tasso di mortalità infantile per 1000 nati vivi pari al 2,38 cioè inferiore al 4,05 del valore regionale.
Questo rappresenta un indice sensibile delle condizioni igienico-sanitarie di una popolazione, quindi il Valdarno dimostra così di aver raggiunto una buona qualità dello stato socio-economico.
Tasso di ospedalizzazione. Nella zona e' ancora elevato, a riprova della debolezza dei servizi territoriali.
Verifica delle situazioni di handicap, per i quali si registra, negli ultimi anni, un costante aumento.
Verifica del numero e stato di non autosufficienti, dato che è influenzato dall'aumento della fascia di età >75anni.
1. garantire l'appropriatezza delle prestazioni, applicando linee guida e percorsi terapeutici condivisi da operatori e cittadini;
2. rendere elastici e flessibili gli assetti organizzativi in modo da utilizzare a pieno e al meglio tutte le professionalità della zona, ad esempio creando nuclei di cure primarie con MMG/PLS e infermieri dei distretti;
3. responsabilizzazione dei MMG e PLS: occorre ridefinire un rapporto nuovo dove questi operatori diventino dei veri e propri partners. E’ chiaro che da parte degli Amministratori si richiede coraggio e coerenza, ai medici innovazione e propensione e sperimentare forme organizzative nuove basate sull’integrazione, partendo già da positive esperienze che esistono nel territorio;
4. sollecitare la partecipazione delle Associazioni del Volontariato e di nuovi soggetti (in particolare del III settore) alle scelte di programmazione;
5. rendere possibile l'integrazione sociosanitaria, che da ogni parte è sentita quale esigenza irrinunciabile, per riequilibrare l'offerta sociale a quella sanitaria e per garantire l’attuazione dei livelli essenziali di assistenza;
6. spostare l'obiettivo dall'ospedale al territorio e quindi correggere e superare l'attuale visione ospedalocentrica;
7. sviluppare un modello in grado di gestire con criteri di appropriatezza, efficacia ed efficienza tutte le risorse disponibili;
8. promuovere la salute ed il benessere per migliorare la qualità della vita, facendo venir meno disuguaglianze ed iniquità sociali e sanitarie;
9. sviluppare azioni di prevenzione mirate ad intercettare bisogni individuali e familiari prima che diventino motivi di disagio e ad incidere sui fenomeni di esclusione sociale;
10. dare concreta attuazione ai principi di universalità del sistema integrato di interventi e servizi sociali affermato dalla Legge 328/00, tramite la determinazione di livelli essenziali di prestazioni, estendendo pertanto la capacità di soddisfazione dei bisogni manifestati;
11. promuovere e sostenere le politiche di contrasto delle povertà, nuove ed estreme, tese all’inclusione sociale;
12. qualificare la rete dei servizi, come condizione basilare del rafforzamento del sistema dei diritti di cittadinanza, mettendo in relazione tra loro i servizi nell’ottica di un lavoro di rete;
13. sostenere azioni in grado di favorire una pluralità di offerta dei servizi, garantendo il diritto di scelta dei cittadini, anche mediante l’utilizzo di “buoni servizio” spendibili verso soggetti accreditati.
1. Concertare/negoziare/ con l'Ospedale, con il Dipartimento della Prevenzione e l'ARPAT la partecipazione al Piano Integrato di Salute (PIS)
2. responsabilizzare i MMG nella negoziazione con l'ospedale per:
n° ricoveri,
modalità e criteri di dimissione,
n° prestazioni specialistiche,
indicazioni di linee guida e percorsi diagnostico-terapeutici;
3. sviluppare l'ADI integrata sociosanitaria e specialistica;
4. incentivare la sperimentazione dei nuclei di cure primarie, tendendo nel debito conto che i MMG sono gli interlocutori principali della S.d.S. per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e per attuare il governo della domanda;
5. creare un unico sistema informativo integrato dei servizi sociosanitari e socioassistenziali;
6. offrire un supporto epidemiologico sullo stato di morbosità, mortalità e su eventi sentinella nella popolazione residente
7. costruire piani di formazione continua degli operatori sanitari e sociali e dei cittadini (cittadino competente)
8. organizzare gli opportuni servizi di informazione ai cittadini sui servizi e le modalità di accesso, in forme che consentano il massimo dell’efficacia comunicativa;
Dopo aver considerato le caratteristiche territoriali, demografiche, epidemiologiche, socio-economiche e produttive ed il loro impatto sullo stato di salute e benessere in Valdarno, si ritiene che lo STRUMENTO PRIORITARIO della Società della Salute, debba essere:
1. la pianificazione e programmazione degli interventi attraverso il P.I.S.
Il PIS è lo strumento di programmazione tra l'organizzazione sociale, sanitaria, i soggetti istituzionali e i rappresentanti delle Comunità Locali.
Le problematiche di salute devono essere affrontate globalmente e questo può avvenire:
individuando obiettivi di salute,
orientando la programmazione per realizzarli,
partecipando alle scelte organizzative dei servizi,
esercitando un azione di controllo sul raggiungimento degli obiettivi
indicando eventualmente gli interventi correttivi.
Il PIS comprende un insieme di azioni integrate di difesa ambientale (aria, acqua, suolo, alimenti, traffico, servizi sanitari e sociali…) ,tali da arrivare ad interventi di risanamento edilizio, trasporti, nuova e diversa organizzazione dei servizi sociosanitari …
Il PIS mira inoltre a migliorare gli stili di vita corresponsabilizzando tutti gli attori del territorio, attraverso la programmazione partecipata.
Rispetto agli obiettivi del Piano Integrato di Salute e con gli strumenti che questo comprende, nel primo anno di sperimentazione la SdS del Valdarno intende implementare le azioni contenute nel Piano Sociale di Zona 2002/2004, ed in particolare:
Inoltre, occorre continuare ad operare nelle aree che già da tempo hanno raggiunto un buon livello di integrazione sociosanitaria, nel percorso dei Piani Sociali di Zona degli ultimi anni.
I risultati principali si situano su diversi assi:
a) la progressiva omogeneizzazione dei criteri di accesso ai servizi sociali;
b) la crescita quantitativa e qualitativa dei servizi sociali in tutte le aree di azione previste;
c) la progressiva integrazione delle azioni, sia tra le istituzioni coinvolte (Comuni, ASL, IPAB), sia con le organizzazioni del terzo settore;
d) lo sviluppo di azioni perequative che hanno favorito l’impianto e la diffusione di servizi sociali anche in aree del Valdarno prive di alcune tipologie di servizio.
Questa crescita si può sottolineare, nelle diverse aree di intervento con i risultati tangibili raggiunti ed immediatamente riscontrabili.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
IL PIANO DI LAVORO: LE FASI DEL PROCESSO DI COSTITUZIONE DELLA SOCIETÀ DELLA SALUTE
· Predisposizione dei testi della “Convenzione” e dello “Statuto”.
Al loro interno trovano risposta, le questioni relative alla istituzione e al funzionamento della “Società della Salute”.
Citiamo, fra di esse, quelle di maggiore rilevanza al fine di identificare sia le questioni che possono trovare un primo riferimento nel testo dell’Atto di Indirizzo”, sia le problematiche che richiedono, invece, uno sforzo elaborativo del tutto originale.
a) Nella “Convenzione” - sono esplicitate:
b) Nello Statuto – (vedi allegato n. 5) - sono precisati gli elementi già individuati in forma prescrittiva dalla direttiva regionale. Inoltre, si individuano gli aspetti di organizzazione e di funzionamento della Società della Salute.
a) l’Assembleab) Il Presidente del Consiglio di Amministrazionec) Il Consiglio di Amministrazioned) Il Direttore
a) Piano Integrato di Saluteb) Contratto di Servizio, che regolamenta i rapporti tra la SdS e gli enti che l’hanno costituitac) Bilancio Preventivo annuale e pluriennale, le relative variazioni r bilancio di esercizio annualed) Conto consuntivoe) Relazione annuale sullo stato di salute della Zona Sociosanitaria del Valdarnof) regolamenti interni relativi a:
- organizzazione e funzionamento della SdS
- modalità di attivazione e svolgimento del tavolo di concertazione locale
- modalità di costituzione e funzionamento degli organi di consultazione e partecipazione
a) convenzioni con i MMG e Pediatri di Libera Scelta e Medici ambulatoriali;b) concertazione e/o convenzioni o contratti di servizio con il dipartimento della Prevenzione e l’Ospedale
I passaggi elaborativi essenziali che ne costituiscono la base sono:
E’ importante precisare che il budget virtuale non è da riferirsi alla sola spesa del personale (dipendenti, convenzionati, specialisti) ma anche a quella per acquisto di beni e servizi e spese varie di funzionamento e manutenzione di cui al conto economico dell’Azienda USL8 Zona Valdarno ed ai Conti Consuntivi dei Comuni.
È del tutto evidente che il passaggio dall’assetto presente a quello futuro, dal punto di vista sia organizzativo che gestionale, dipende in modo assolutamente diretto dalla scelta - da parte della S.d.S. - di graduare, nel tempo, la esplicitazione delle proprie competenze.
Si propone di impiegare il primo anno di sperimentazione nell’affinare l’esercizio della sola responsabilità di governo, nei confronti: dei Servizi sanitari distrettuali; dei Servizi sociosanitari distrettuali e di zona; dei Servizi sociali comunali di ambito.
La gestione diretta dei Servizi sociosanitari si collocherà nel secondo anno di sperimentazione.
Da tale opzione discende che la organizzazione e il funzionamento della S.d.S. riguarderanno, all’avvio della sua esistenza, solo gli aspetti relativi alla vita degli organi di direzione e al dispiegarsi delle funzioni di governo.
La ricostruzione degli organigrammi sarà, quindi, impegno limitato nel mentre assai maggiore complessità verrà ad emergere nella identificazione dei processi decisionali e nelle conseguenti correlazioni fra il luogo e il momento in cui si esplica tale decisionalità (la Società della Salute) e gli ambiti organizzativi/gestionali (Comuni; AUSL) in cui si mantengono le linee di produzione dei Servizi sanitari; sociosanitari e sociali.
Le fasi successive del processo costitutivo - all’interno di una tale configurazione iniziale, totalmente di governo, della Società della Salute – si qualificano in funzione della necessità di dare contenuto certo e di prefigurare le dinamiche operative che devono caratterizzare le principali funzioni di governo.
Più esattamente si tratta:
La “formulazione degli indirizzi” e la “approvazione” del PIS appartengono agli Atti Obbligatori della S.d.S. e la loro predisposizione attiene ai compiti del suo direttore.
Tale predisposizione sconta, peraltro, la esigenza di fare chiarezza preliminare su alcuni aspetti che tendono a rendere assai complesso il processo programmatorio del PIS.
Premesso che questo assorbe e sostituisce sia la “Programmazione di Zona/Distretto, sia il “Piano di zona”, occorre:
Peraltro, tavoli siffatti potrebbero essere realizzati anche prescindendo da specifici e preliminari “Accordi di Programma”, semplicemente sulla base della volontà espressa dal Consiglio di Amministrazione della S.d.S. (stante il fatto che al suo interno sono già rappresentate le volontà degli enti locali);
a) facilitare la transizione organizzativa tra il vecchio ed il nuovo assetto;b) diffondere le competenze necessarie tra le “persone chiave” che hanno il compito di dirigere e governare il cambiamento;c) integrare le competenze dei diversi attori del nuovo sistema sociosanitario locale.
Appare
assai lineare, la serie di problemi esemplificati in riferimento a ciascuna
fase lasciano intravedere quale sia il peso del lavoro di regolamentazione
che deve individuare le modalità attraverso cui ogni snodo del percorso relazionale
illustrato viene ad essere declinato operativamente.| data |
Soggetti coinvolti |
| 30/06/2003 |
L’Azienda USL8 Valdarno, in occasione della inaugurazione della Sede ARPAT del Valdarno, ha acquisito adesione verbale, nella persona del dott. Alessandro Lippi, per collaborare attivamente e fattivamente ai Piani Integrati di Salute della nostra Area Sociosanitaria |
| 01/07/2003 |
Seduta della Conferenza dei Sindaci: esaminata proposta dell’atto di indirizzo regionale sulla candidatura delle Società della Salute |
| 23/07/2003 |
La Conferenza dei Sindaci ha incontrato le Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria del Valdarno per l’esame delle attività sociosanitarie della Zona Valdarno, in vista della sperimentazione della Società della Salute |
| 20/10/2003 |
Seduta della Conferenza dei Sindaci: è stata discussa la eventuale candidatura del Valdarno alla Società della Salute |
| La Conferenza dei Sindaci ha incontrato le Associazioni di Categoria del Valdarno per discutere sulla possibile candidatura dell’Area Sociosanitaria alla sperimentazione della Società della Salute |
|
| La Conferenza dei Sindaci ha incontrato le Associazioni di Volontariato del Valdarno per discutere sulla possibile candidatura dell’Area Sociosanitaria alla sperimentazione della Società della Salute |
|
| 03/07/2003 |
Giornata pubblica di discussione, a San Giovanni Valdarno, sulla candidatura alla sperimentazione della S.d.S. Durante l’incontro, al quale c’è stata una larghissima partecipazione di rappresentanti della Comunità Locale, della Provincia, di altre Zone Sociosanitarie e della Regione Toscana nella persona dell’Assessore Enrico Rossi, sono stati raccolti numerosi contributi, utili alla riflessione in questione |
| 04/11/2003 |
Seduta della Conferenza dei Sindaci: gli Amministratori hanno espresso la volontà di candidare il Valdarno alla sperimentazione della Società della Salute e quindi, di iniziare il percorso di costruzione degli atti necessari, così come previsto dall’atto di indirizzo regionale. La Conferenza decide altresì:
|
| 24/11/2003 |
La Conferenza dei Sindaci incontra le Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria del Valdarno per confrontarsi sulla proposta di candidatura della Zona Valdarno alla sperimentazione della Società della Salute |
| Il Presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno ed il Direttore della Zona-Distretto Valdarno hanno incontrato i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Libera Scelta del Valdarno, alla presenza delle OO.SS. Provinciali FIMMG e SNAMI, per confrontarsi sul loro ruolo all’interno della Società della Salute |
|
| Varie date |
I Consigli Comunali del Valdarno hanno approvato l’atto di indirizzo per la candidatura del Valdarno alla sperimentazione della Società della Salute |
| 25/11/2003 |
Seduta della Conferenza dei Sindaci, con la partecipazione del Direttore Generale dell’Azienda USL8: è stata approvata la bozza di Statuto e concordato il contenuto degli atti necessari alla candidatura così come previsto dall’atto di indirizzo regionale (progetto di candidatura e convenzione) |
CONSUMATI Luciana
Dirigente del Settore Attività Educative, Culturali e Sociali del Comune
di Montevarchi
Membro della Segreteria Tecnica della Conferenza dei Sindaci del Valdarno
COSELLI Donella
Responsabile Ufficio Organizzazione Aziendale dell’Azienda USL8
PASTORINI Ivonne
Direttore U.O. Sistema Informativo dell’Azienda USL8
VASARRI Lia
Responsabile Servizio Sociale del Comune di Montevarchi
Membro della Segreteria Tecnica e Segretaria della Conferenza dei Sindaci del
Valdarno
Il
gruppo è stato coordinato da:
|
| n. allegato |
contenuto |
| 1 |
Profilo di salute del Valdarno |
| 2 |
Scheda popolazione al 31/12/2002 |
| 3 |
I Piani Sociali di Zona e la Segreteria Tecnica della Conferenza dei Sindaci del Valdarno |
| 4 |
Schema di Convenzione |
| 6 |
Attività Sanitarie Territoriali della S.d.S. |
| 7 |
Offerta Sociale per il ben-essere del Valdarno |
| 8 |
Personale al 30/09/2003 dell’Azienda USL8 Zona Valdarno |
| 9 |
Schede spesa dell’Azienda USL8 Zona Valdarno: per livelli di assistenza, spesa procapite per livello di assistenza, assistenza territoriale, pronto soccorso, macro-livelli di assistenza |
| 10 |
Personale assegnato ai Servizi Sociali dei Comuni del Valdarno |
| 11 |
Entrate e Spese Sociali dei Comuni |
| 12 |
Entrate e Spese con il Fondo Nazionale e Regionale per le Politiche Sociali |
| 13 |
Carta per la cittadinanza sociale del Valdarno |
| 15 |
Accordo di programma firmato in data 29.11.2003 |
| 16 |
Azienda USL8: copia atto deliberativo di adesione alla sperimentazione in Valdarno della Società della Salute |
| 17 |
|