Come Fare Per

Qualità dell'acqua

 
  • Piano di Monitoraggio Amianto - Nel corso del 2014 la presenza nel territorio di reti acquedottistiche realizzate in cemento-amianto e la potenziale contaminazione dell’acqua destinata al consumo umano è stata oggetto di crescente attenzione da parte della collettività. Ricordiamo infatti che tra gli anni ’50 e ’70 il cemento-amianto veniva ampiamente utilizzato nel settore edile oltre che per le tubazioni acquedottistiche. Per rispondere a tale questione, a tutela dei cittadini e per una migliore efficacia del servizio da parte dei gestori, è stato avviato un percorso che ha visto come protagonisti tutti i soggetti interessati. In particolare l’Autorità Idrica Toscana, in collaborazione con Regione Toscana e Sistema Sanitario e i Gestori del Servizio Idrico Integrato, ha promosso un sistema di monitoraggio sul territorio regionale (vedi collegamento al sito AIT) volto a verificare la presenza di fibre di amianto nell’acqua distribuita. Tale metodo determina un “fattore di rischio” in funzione della qualità dell’acqua (aggressività), viste le indicazioni della Circolare del Min. Sanità n. 42 del 1/8/1986, dell’estensione del bacino di distribuzione servito e della percentuale di reti in amianto, attraverso il quale è possibile determinare i punti di prelievo significativi e la frequenza di campionamento.  Nel territorio comunale di Montevarchi le tubazioni in cemento amianto sono circa 21,6 km con una incidenza pari al 15,93% sul totale della rete idrica cittadina. In allegato è possibile visionare i dati relativi ai campionamenti per il controllo dei residui di amianto nelle acque destinate al consumo umano effettuati da Publiacqua nel territorio comunale di Montevarchi.
 
  • Acqua & Territorio - informazioni sulla qualità dell'acqua, sui lavori in corso o relativi al monitoraggio dell'erogazione dei sistemi acquedottistici di Montevarchi dal sito Internet di Publiacqua
 
 
  • Controllo Qualità - Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. La "qualità dell'acqua destinata al consumo umano" è disciplinata dal Decreto Legislativo n.31 del 2001, che recepisce la Direttiva 98/83/CE, e che si applica a tutte le acque destinate al consumo umano. Al fine di proteggere la salute dagli effetti negativi di una eventuale contaminazione l’Azienda USL esegue ai sensi della normativa vigente e con cadenza regolare i controlli esterni per verificare che le acque destinate al consumo umano nei vari sistemi acquedottistici presenti nel nostro territorio soddisfino i requisiti stabiliti dal citato D. Lgs. 31/2001. Qualora i risultati analitici o dell’esame ispettivo evidenzino la possibilità di un pregiudizio per la salute umana l’organo di controllo richiede al Comune ed al gestore dell’acquedotto l’adozione dei provvedimenti e delle misure di competenza. In questa sezione è possibile visionare i risultati analitici relativi ai campionamenti effettuati nei punti di prelievo più rappresentativi degli acquedotti del Comune di Montevarchi
 

 
  • L'Autorità Idrica Toscana è un ente pubblico istituito nel 2011, rappresentativo di tutti i Comuni toscani, al quale la legge regionale attribuisce le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull'attività di gestione del servizio idrico integrato. La sede legale dell’Autorità Idrica Toscana è in via Verdi n. 16 a Firenze.
    Qualche tempo prima, con la cosiddetta “Legge Galli” promulgata nel 1994, si era cercato di dare risposte concrete ai problemi e alle carenze dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione esistenti nel nostro paese. La Legge 36/1994 stabiliva di riorganizzare l’intero servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) mediante l’individuazione di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) che dovevano rappresentare l’unità territoriale di organizzazione per raggiungere gli obiettivi di efficienza, efficacia, economicità e trasparenza, sostenibilità ambientale. Nel 1997, in seguito a tale normativa, si insediarono in Toscana le 6 Autorità di Ambito (AATO) che iniziarono ad operare impegnandosi sui loro compiti fondamentali e la definizione dei vari Piano d’Ambito.
    L'Autorità Idrica Toscana venne invece istituita con legge regionale n. 69/2011; a questo nuovo soggetto pubblico furono attribuite tutte le competenze fino ad allora esercitate dalle 6 preesistenti AATO. Dal 1° gennaio 2012 le funzioni delle AATO vennero quindi trasferte ai Comuni che le esercitano obbligatoriamente tramite l'Autorità Idrica Toscana.
    Il territorio regionale è attualmente ripartito in sei Conferenze territoriali ciascuna delle quali comprende i Comuni già appartenenti alle ex AATO. Le Conferenza territoriale sono le seguenti: n. 1, "Toscana Nord"; n. 2, "Basso Valdarno"; n. 3, "Medio Valdarno"; n. 4, "Alto Valdarno"; n. 5, "Toscana Costa"; n. 6, "Ombrone". Ad ogni Conferenza corrisponde una società a cui è stato affidata la gestione del Servizio Idrico Integrato. Il Comune di Montevarchi fa parte della Conferenza Territoriale n.3 “Medio Valdarno” nella quale opera Publiacqua Spa. Publiacqua eroga il servizio in attuazione della normativa nazionale (D. Lgs. 152/2006) e regionale (L.R. 69/2011).
 
  • L'ANBI è l’associazione nazionale con personalità giuridica privata che rappresenta e tutela gli interessi dei consorzi di gestione e bonifica del territorio e delle acque Irrigue. Tali Consorzi hanno il compito di realizzare e gestire opere di difesa e regolazione idraulica, di provvista e utilizzazione delle acque a prevalente uso irriguo, interventi di salvaguardia ambientale. I Consorzi svolgono quindi un’attività polifunzionale, mirata alla sicurezza territoriale, ambientale ed alimentare del Paese, contribuendo in tal modo ad uno sviluppo economico sostenibile. I Consorzi di bonifica e di irrigazione ricercano inoltre la costante collaborazione e concertazione con gli enti che operano sul territorio, come testimoniato dalle centinaia di accordi raggiunti con Comuni e Provincie e dai Protocolli d'Intesa, sottoscritti dall'ANBI con il Dipartimento della Protezione Civile, con l'Unione Provincie d'Italia, con il WWF e con la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).
 
  • ISPRA: Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque. I pesticidi rappresentano un rischio per gli ecosistemi e per l’uomo che, in seguito al loro uso, possono essere esposti ai residui lasciati nell’ambiente. Lo scorso 10 maggio ISPRA ha presentato la nuova edizione del «Rapporto nazionale pesticidi nelle acque» con il quale sono stati resi noti i risultati del monitoraggio delle acque interne superficiali e sotterrane presenti sul territorio nazionale. La relazione è stata redatta sulla base dei dati forniti dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e dalle Regioni per informare i cittadini sulla qualità della risorsa idrica rispetto ai rischi derivanti dall’uso dei pesticidi. Il documento pubblicato da ISPRA è il risultato di dati raccolti in oltre 35.000 località durante il biennio 2015-2016, per un totale di quasi 2 milioni di analisi effettuate.
    Il rapporto fotografa una situazione di inquinamento delle acque che in alcune zone della penisola è assai preoccupante: in almeno due terzi delle acque di superficiali ed in un terzo di quelle sotterranee sono stati infatti rilevati pesticidi. Nelle acque superficiali l’erbicida che è stato rilevato con maggiore frequenza è il famigerato glifosato, insieme al suo metabolita Ampa.
    In Toscana l’indagine ha permesso di accertare che nelle acque superficiali ci sono pesticidi nel 80,7% dei punti di prelievo e nel 61,4% dei campioni investigati, mentre nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui pesticidi  nel 46,8% dei punti e nel 31,1% dei campioni.
    Tutti i dati delle tabelle regionali ed il rapporto nazionale 2018 del biennio 2015-2016 sono disponibili nel sito ISPRA:
    http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque-dati-2015-2016.-edizione-2018
 
  • L'Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) è stato istituito nel 1968 con il compito di svolgere attività di ricerca nei settori della gestione e protezione delle risorse idriche e nello sviluppo di metodologie e tecnologie per la potabilizzazione delle acque ed il trattamento (depurazione) delle acque di scarico (urbane ed industriali).
    La multidisciplinarietà è stata ed è la principale peculiarità e “forza” dell’IRSA, infatti presso l’IRSA, nei vari gruppi di ricerca collaborano insieme specialisti di varie materie.
    Le attività di ricerca tematiche vengono sviluppate in ambito CNR attraverso progetti afferenti a diverse Aree Progettuali del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente ed iniziative a carattere interdipartimentale.
    L’istituto è impegnato anche nell'ambito di progetti europei cofinanziati dalla EC ed altri progetti finanziati da Ministeri (Ambiente, Salute, Ricerca, Sviluppo Economico) o altre istituzioni pubbliche (Protezione Civile, Autorità di Bacino, Regioni, Province) e private.
    All’interno del sito dell’IRSA è possibile ottenere informazioni dettagliate sulle risorse idriche suddivise in 6 aree tematiche:
    Area Tematica 1: Gestione Sostenibile delle Risorse Idriche;
    Area Tematica 2:  Funzionalità degli ecosistemi acquatici, comportamento dei contaminanti e relativi effetti;
    Area Tematica 3: Processi e tecnologie innovative per il trattamento delle acque;
    Area Tematica 4: Recupero di risorse ed energia dal trattamento di reflui, rifiuti, biomasse;
    Area Tematica 5: Caratterizzazione e bonifica di siti contaminati;
    Area Tematica 6: Analisi e gestione integrata dell’informazione e smart technologies.