Come Fare Per

Museo Paleontologico

Via Poggio Bracciolini, 36-40
Montevarchi (AR)

Orario invernale
da giovedì a domenica 10:00-13:00 e 15:00-18:00

Orario estivo
giovedì: 10:00-19:00
venerdì: 10:00-13:00 e 16:00-19:00
sabato e domenica: 10:00-13:00 e 16:00-19:00.
 
Info e prenotazioni Tel. 055/981227 - 055/981218
www.museopaleontologicomontevarchi.it
paleo@accademiadelpoggio.it

Il Museo Paleontologico di Montevarchi prese vita all’inizio dell’Ottocento all’interno dell’attività dell’Accademia Valdarnese del Poggio, nata nel 1805.
Il nucleo iniziale di fossili si formò con i reperti raccolti nell’area del Valdarno, che nel 1810 furono studiati dal naturalista francese Georges Cuvier, considerato a pieno titolo il fondatore della paleontologia e dell'anatomia comparata. Nel 1829 il museo fu aperto in via definitiva al pubblico. Da allora l’esposizione si è notevolmente ampliata.
La nuova esposizione, inaugurata alla fine del 2014, permette un viaggio nel tempo di milioni di anni.

Attraverso esemplari selezionati, inseriti nelle rispettive ricostruzioni ambientali, si possono apprezzare le variazioni climatiche e ambientali che hanno accompagnato la storia naturale del Valdarno, la fauna che popolava gli altissimi boschi di sequoie a clima caldo-umido di 3.100.000 di anni fa, il periodo delle glaciazioni (2.500.000 anni fa), il grande lago pleistocenico, fino alla prima presenza umana (200.000 anni fa).

La collezione esposta al pubblico è ricca di esemplari particolari e rari. Tra questi gli elefanti (Mammuthus meridionalis), le iene giganti (Pachycrocuta brevirostris), i temibili predatori solitari simili alle tigri dai denti a sciabola (Homotherium crenatidens) e agli attuali giaguari (Panthera toscana-gombaszoegensis). Da segnalare l’importanza scientifica del cranio di Canis etruscus, una sorta di ‘lupo’ che cacciava in branchi nelle savane valdarnesi e primo esemplare ritrovato di quella specie.
Il percorso approfondisce anche l’uomo. Dai sedimenti della cava di Campitello, nei pressi di Bucine, provengono testimonianze di cacciatori-raccoglitori di oltre 200.000 anni fa. Insieme ai resti dello scheletro di una femmina di elefante (Palaeoloxodon antiquus), sono stati infatti rinvenuti strumenti litici, che mostrano i residui di un mastice ricavato dalla resina di betulla necessaria a ‘incollare’ i manufatti ai manici di legno. Si tratta, dunque, degli strumenti litici immanicati più antichi al mondo! 
 
A completamento del percorso paleontologico, si inserisce la nuova Sezione Archeologica "Tracchi", che permette un approfondimento sull’antropizzazione e sulla presenza umana nel territorio.
Ai numerosi reperti etrusco-romani valdarnesi, si aggiungono manufatti etruschi dell’area viterbese, monete romane e una splendida kelebe volterrana (vaso a forma di cratere con destinazione funeraria) del III-IV secolo a.C.

  • Presidente dell’Accademia del Poggio: Lorenzo Tanzini
  • Direttore delle Memorie Valdarnesi: Carlo Fabbri
  • Coordinatore Centro Studi e Documentazione: Simonetta Felloni