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Festa del Perdono, la mostra di ceramiche dedicata alla tecnica degli antichi etruschi

Sarà inaugurata venerdì 31 agosto alle ore 17.30 all’Accademia Valdarnese del Poggio la mostra di ceramiche di Marta Martini dal titolo “ Tra inquietudini e speranze. Tecnica etrusca e scultura Contemporanea”. La mostra ha ottenuto anche un finanziamento da parte del Consiglio Regionale della Toscana all’interno del bando “La giornata degli Etruschi”.
Resterà aperta fino al 15 settembre.
Sarà inaugurata venerdì 31 agosto alle ore 17.30 all’Accademia Valdarnese del Poggio la mostra di ceramiche di Marta Martini dal titolo “ Tra inquietudini e speranze. Tecnica etrusca e scultura Contemporanea”.

La mostra ha ottenuto anche un finanziamento da parte del Consiglio Regionale della Toscana all’interno del bando “La giornata degli Etruschi”.

La sezione archeologica del Museo, l’ultima arrivata nell’allestimento dei locali, in uno degli ambienti più sugge-stivi del vecchio convento di San Lodovico, ospita reperti etruschi e romani, provenienti dal Valdarno e da altre zone del centro Italia.

Proprio a quella grandiosa tradizione d’arte e di manifattura, che millenni fa fece la grandezza di questa parte dell’Italia, si richiama il lavoro di Marta Martini, che modella la creta ‘a vuoto’, con una tecnica che fu dell’arte etrusca.

Vedere queste opere disposte proprio nella sala archeolo-gica, accanto alle testimonianze di artisti ignoti dei millenni passati, offre ai visitatori l’emozione speciale di un silen-zioso dialogo attraverso il tempo, che forse solo l’intuizione dell’artista può offrire.

Per certi versi quindi vedere questa collezione nelle sale dell’Accademia è un’occasione anche per chiudere il cerchio delle ispirazioni storiche della nostra istituzione.

In questo gioco di rinvii tra passato e presente, un altro pa-rallelo si è dischiuso visitando insieme a Marta gli spazi della mostra.

Marta Martini vive ed opera a Grimoli, una frazione del Co-mune di Cavriglia. Adesso è in pensione, dopo aver insegnato nella Scuola Materna ed Elementare per molti anni.
Alla fine degli anni ’80, iniziò a modellare la creta e presto questa sua attività divenne così importante da assorbire tutti i suoi interessi e le sue energie.
Da autodidatta sperimentò tecniche diverse per la lavorazione dell’argilla e scelse quella che le consentiva di “cuocere” le sue sculture, senza la necessità di svuotarle per ottenere spessori adeguati.
Scelse, quindi, di lavorare “a vuoto”, secondo l’an-tico metodo utilizzato dagli Etruschi.
Durante il suo percorso creativo, frequentò “La Scuola Libera di Nudo”, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e, con-temporaneamente, lo studio dello scultore Bruno Bartoccini, suo maestro di Anatomia e di Estetica.
Ha esposto le sue opere in mostre collettive e personali soltanto durante il suo primo decennio di attività ed ha preferito, poi, lavorare in solitudine.
Questa mostra le offre la possibilità di esporre alcune delle opere prodotte in tanti anni e chiude la fase attuale del suo iter creativo.

La mostra resterà aperta fino al 15 settembre dal giovedì alla domenica, orario 10-13 e 15-18.

In occasione delle festività del Perdono sabato 1° e  domenica 2 settembre sarà visitabile anche in orario  21-23.

L’ingresso è gratuito.
 
 
Pierluigi Ermini