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Una conferenza sulla mostra dedicata a Salvatore Ferragamo al Palazzo del Podestà

Si svolgerà sabato 10 marzo alle ore 17 con la partecipazione della Direttrice del Museo Salvatore Ferragamo Dott.ssa Stefania Ricci.

Un interessante conferenza si svolgerà sabato 10 marzo alle ore 17 al Palazzo del Podestà, in collaborazione tra la Fondazione Ferragamo il Museo Salvatore Ferragamo e l'Amministrazione Comunale di Montevarchi.
 
La conferenza sarà incentrata sulla vita dell'imprenditore Salvatore Ferragamo e in particolare sul suo viaggio per e di ritorno dall'America iniziato nel 1915 e terminato nel 1927 con il suo ritorno in Italia e l'arrivo a Firenze dove si stabilirà definitivamente.
 
Sarò la Dott.ssa Stefania Ricci, Direttrice del Museo Ferragamo a presentare in Palazzo del Podestà la mostra "1927 Il ritorno in Italia. Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento" aperta presso l'omonimo Museo in Palazzo Spini Feroni fino al 2 maggio 2018.
 
Durante la conferenza porterà i suoi saluti il Sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, mentre i lavori saranno coordinati da Sergio Neri, che ha curato i rapporti tra l' Amministrazione Comunale e il Museo Salavatore Ferragamo.
 
Sono trascorsi 90 anni da questo importante anniversario e il Museo Salvatore Ferragamo propone una mostra che, assumendo come filo conduttore il tema del viaggio, si apre ad una panoramica sull’Italia degli anni venti, decennio al quale oggi guardiamo come una vera fucina di idee e di sperimentazione, con mente aperta e scevra da pregiudizi e condizionamenti ideologici.

Nel 1927 Salvatore Ferragamo rientra in patria dopo aver vissuto in California. 

Nello stesso anno si consuma in Massachusetts la tragedia dei due anarchici Nicola Sacco, operaio in una fabbrica di scarpe, e Bartolomeo Vanzetti, e Charles Lindbergh compie la prima trasvolata atlantica senza scalo da New York a Parigi.

Non ancora diciassettenne, Salvatore Ferragamo era partito nel 1915 dal porto di Napoli, passeggero di terza classe sulla nave Stampalia, per completare un percorso di conoscenza, come accade oggi a molti giovani che lasciano l’Italia per studiare all’estero. 

Non si era imbarcato per cercare lavoro, seguendo il destino di molti conterranei e persino dei fratelli maggiori. 

Un mestiere e un’attività Salvatore li aveva già: era un provetto ciabattino nel suo paese natale, Bonito, in Irpinia.

Salvatore ritorna nel suo paese, viaggiando in prima classe, a bordo del grande transatlantico della Navigazione Generale Italiana Roma, varato nel 1926 con rotta New York, Genova e Napoli. 

È un uomo di successo. 

Aveva imparato tutto quello che c’era da conoscere sulle scarpe, sulle misurazioni, sulla calzata.

Negli Stati Uniti si era guadagnato il soprannome di “calzolaio delle stelle ”, metafora di una reputazione invidiabile, ampiamente
suggellata dalla stampa americana.

Ma solo in Italia avrebbe potuto trovare artigiani della calzatura così bravi da soddisfare le aspettative delle sue esigenti clienti e mantenere costante il livello di qualità che era riconosciuto
ai suoi modelli.

Salvatore non si limita ad aprire un laboratorio a Firenze, città da lui eletta in virtù della indiscussa notorietà come simbolo della cultura e dello stile nazionale, ma decide di stabilirsi definitivamente nel capoluogo toscano. 

Tornerà negli Stati Uniti solo occasionalmente per seguire i negozi e la sede che aprirà in seguito a New York.

La mostra, allestita presso il Museo Ferragamo a Firenze, resterà aperta fino al 2 maggio e prima di tale data è prevista l'organizzazione di una sua visita.