Dal 3 al 4 ottobre Montevarchi si trasforma nella capitale della preistoria: torna infatti il “Paleofest - Il Festival della Preistoria”, ideato dal Museo Paleontologico dell’Accademia Valdarnese del Poggio che, da quasi un decennio, in collaborazione con il Comune di Montevarchi e con il fondamentale contributo della Fondazione CR Firenze, confermato anche quest’anno, porta in città paleontologi, ricercatori e appassionati per raccontare le origini del Valdarno Superiore e la storia della vita sulla Terra.
L’Assessore alla Cultura Giacomo Brandi e la Direttrice del Museo Paleontologico Elena Facchino hanno presentato il programma.
“È un evento a cui teniamo tanto – afferma l’Assessore Brandi –Voglio ringraziare per il contributo offerto anche quest’anno la Fondazione CR Firenze, le oltre 40 realtà che hanno formato una rete di supporto, sempre determinante per la buona riuscita della manifestazione. Un fine settimana particolarmente attivo nella promozione della preistoria, con professionisti e appassionati che racconteranno la nostra terra attraverso varie iniziative organizzate”.
“È un evento di due giorni, dedicato alla storia del Valdarno come bacino fossilifero straordinario dal punto di vista scientifico, ma anche, e quindi poi, alla storia di tutti noi – afferma Elena Facchino –. Si possono poi sviluppare argomenti di attualità che derivano dalla paleontologia, come la gestione del territorio e il cambiamento climatico, tutto attraverso vari linguaggi: dagli spettacoli ai giochi, fino al linguaggio degli approfondimenti scientifici. La modalità del Festival consente quindi di intercettare interessi diversi e persone diverse. Ci piace ogni anno tornare nel centro, non solo nel territorio con le escursioni alla scoperta del Valdarno e della sua geologia, ma anche nel centro storico di Montevarchi. È un museo che vuole uscire, andare veramente incontro alla gente e proporre attività attraverso linguaggi diversificati, con l’obiettivo di incuriosire”.
Due giornate fitte di appuntamenti: conferenze con studiosi di fama nazionale, mostre, spettacoli dal vivo, escursioni guidate sul territorio e laboratori pensati per bambini e famiglie. Un mosaico di iniziative reso possibile dal lavoro di oltre quaranta realtà tra atenei, musei, biblioteche, scuole, associazioni, guide ambientali e comunicatori della scienza, accomunati dall’obiettivo di far conoscere il Valdarno come uno dei giacimenti fossiliferi più straordinari d’Europa e di trasformare la conoscenza della preistoria in un’occasione di divertimento e di conoscenza per tutte le età.
Il Festival si apre in anteprima venerdì 2 ottobre, alle 17.00, con un’escursione al tramonto tra le Balze di Castelfranco di Sopra, a cura di Vagamondo Trekking.
Sabato 3 ottobre
L’apertura del Festival è alle 10.00 in Sala Grande, con i saluti istituzionali e la presentazione dei lavori del progetto “Adotta un mammifero”, realizzato in collaborazione con le scuole del territorio.
In contemporanea, alla Biblioteca Comunale “Ginestra - Fabbrica della Conoscenza”, prende il via “Storie prima della storia”, letture animate a cura della Biblioteca dei Ragazzi con “I Seminalibri”.
Alle 11.30, nel Chiostro di San Lodovico, viene presentata la collana “Danzando con l’evoluzione sull’astro vivente”, con gli autori Fabio Regis, Elena Sposito e Carola Viscardi della cooperativa “Tempo per l’infanzia”. A seguire, attività per bambini.
Grazie alla disponibilità di Enel, nel pomeriggio, alle 15.00, si tiene l’escursione all’area mineraria di Santa Barbara, che si estende per 1.600 ettari tra i territori comunali di Cavriglia e Figline e Incisa Valdarno, a cura di CGT Engineering e in collaborazione con il Museo MINE, con attività adatte anche ai più piccoli.
L’ex miniera a cielo aperto sorge a fianco del borgo di Castelnuovo dei Sabbioni ed è oggi al centro di un importante progetto di riqualificazione ambientale, in chiave di sostenibilità ed economia circolare, che l’escursione permette di comprendere.
Alle 16.00, nella Sala Grande dell’Accademia, l’incontro “La valle delle tigri dai denti a sciabola - nella mente di Megantereon, neurologia, ecologia e comportamento”, con Ilaria Meli e Saverio Bartolini-Lucenti, dell’Università degli Studi di Firenze, e Simone Zoccante, di Diorama Nature.
Alle 17.30 è la volta di Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, con “Dinosauri italiani: la storia continua”.
La prima giornata si chiude alle 21.00 al Museo Paleontologico con “Dottor Why al Paleofest”, un quiz a squadre con premio finale per i vincitori.
Domenica 4 ottobre
La seconda giornata si apre alle 10.30 in Sala Grande con “REL-AZIONI: quando persone e musei si ascoltano”, il momento della restituzione dei progetti sociali M.I.R.A. Musei In Rete per l’Autismo e Sensi-Abilità, che il Museo porta avanti da anni in collaborazione con il Museo Civico “Il Cassero per la Scultura” di Montevarchi e con il centro diurno Ottavo Giorno.
Alle 11.30, il taglio del nastro della mostra temporanea degli elaborati, delle fotografie dei progetti e delle opere realizzate.
Dalle 10.30, nel Chiostro di San Lodovico, apre al pubblico “Il Mondo dei Minerali”, mostra-mercato dedicata alla Terra raccontata attraverso i suoi cristalli più affascinanti, realizzata con la collaborazione di Red-stone Eventi.
Alla stessa ora, in Piazza Vittorio Veneto e per l’intera giornata, sarà allestita l’area ScienzAttiva, con attività educative a cura di archeologi sperimentali, educatori museali, numerosi enti di ricerca, musei scientifici italiani e sistemi museali della Toscana, accomunati dalla convinzione di quanto sia prezioso entrare in contatto con i cittadini.
Sempre nel Chiostro, si apre “PlayStoric Area”, uno spazio dedicato ai giochi di ruolo e in scatola a tema per tutte le età, a cura di Gladius Lex, ValDungeon e GameStorm Siena. Sarà inoltre presente Elisabetta Simonti di VarchiComics per una sessione di disegno dal vivo.
Fuori da Montevarchi, la mattina si apre anche sul fronte delle escursioni con la proposta del CAI Valdarno Superiore: ritrovo alle 9.00 al cimitero di Faella, partenza alle 9.30 e rientro previsto per le 15.30, con pranzo al sacco.
Alle 15.30, in Sala Grande, Adele Bertini, paleobotanica e docente dell’Università degli Studi di Firenze, guida l’incontro “Le Balze del Valdarno: un paesaggio in trasformazione. Conoscere il passato. Scegliere il futuro”, in collaborazione con il Festival delle Balze.
Alle 16.30 è la volta della visita guidata “Immersione nelle collezioni storiche del Museo”, con Fausto Barbagli, responsabile scientifico della collezione paleontologica, e Samuele Frosali, studioso della collezione.
Il Festival si chiude alle 17.30 in Sala Grande con “Il suono delle caverne”, viaggio-spettacolo adatto a tutti, dal taglio poetico e musicale, nel pensiero simbolico della “prima umanità”, a cura di Jacopo Crezzini e Francesco Burroni.